Chi non fa rete... non piglia pesci!
Nuove tecnologie in discussione e in azione sul territorio
Strike S.P.A. via U. Partini 21, Roma
Incontro organizzato da Prodigi e Bugslab

Giovedi' 11 marzo 2004 si e' tenuto un incontro per avviare un percorso di scambio e collaborazione fra le diverse realta' e i singoli che nella citta' si occupano a diverso titolo di nuove tecnologie, "divario digitale", alfabetizzazione e formazione informatica, comunicazione dal basso e uso critico dei media, software libero e sociale.

L’iniziativa, nata dall’impulso iniziale di Bugslab e Prodigi, voleva essere innanzitutto occasione di incontro e conoscenza fra i diversi soggetti operanti sul territorio romano, accomunati, pur nelle rispettive specificita', da un approccio critico agli strumenti informatici. Un primo passo per dare a gruppi diversi, in quanto a modalita' e ambiti di intervento, la possibilita' di raccontarsi e ascoltare esperienze altre.

E l'obiettivo sembra essere stato raggiunto. Sicuramente l'incontro ha offerto l'opportunita' di comprendere che discontinuita' e differenze non pongono ostacoli, ma anzi rappresentano un valore aggiunto, nella costruzione di una "rete" in grado di dar vita a collaborazioni e progetti a geometria variabile, tagliati su mobili contesti reali e non su modelli rigidi e calati dall'alto.

Anche in questo senso l’accento posto sul contesto territoriale assume una valenza non solo geografica, ma progettuale. Le strade indicate sembrano essere quelle dell’analisi e della costruzione e valorizzazione del rapporto fra le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e i territori fisici in cui esse dispiegano le loro potenzialita', nel tentativo di agire la' dove il cosiddetto divario digitale mostra la sua faccia forse piu' nascosta e paradossale, cioe' nella distanza crescente che separa la societa' da quelle stesse tecnologie che sempre piu' ne costituiscono lo scheletro, l’infrastruttura relazionale. Il reale valore delle nuove tecnologie come opportunita' di sviluppo endogeno, partecipazione, liberta', sembra in effetti dispiegarsi laddove esse non si limitano a dar forma a spazi virtuali, bensi' si intrecciano con luoghi e relazioni incarnate, costituendone in qualche modo un prolungamento o un contesto. L’efficacia di interventi in favore di una diffusione critica delle nuove tecnologie dipende in primo luogo dal grado di adattabilita' con cui esse si piegano rispetto a contesti e bisogni concreti e dal loro livello di integrazione e interazione in una "comunita' " preesistente.

L’elevata partecipazione all'incontro (tra le 20 e le 40 persone e una decina di "gruppi") costituisce un indicatore importante delle energie latenti che si agitano intorno a tali tematiche, mosse certamente dal desiderio di conoscere ma anche da quello di "agire". A portare i loro contributi, per forza di cose in molti casi sacrificati dai tempi ristretti e dall’abbondanza degli spunti, sono stati in particolare:

ISF (Ingegneria Senza Frontiere) Roma
http://www.isf-roma.org

Maurizio "Graffio" Mazzoneschi - AvANa.net e progetto OventHACK
http://avana.forteprenestino.net
http://www.oventhack.org

BugsLab
http://www.autistici.org/bugslab

Francesca Bria e Silvia Caracciolo - Telestreet - WSIS?We Seize!
http://www.telestreet.it
http://www.radioalice.org/nuovatelestreet
http://www.ngvision.org
http://www.v2v.cc/

Danilo Giorgi e Sergio Bellucci - Dipartimento
Comunicazione e Innovazione Tecnologica PRC e DeMoTE
http://www.prcbagnoli.it/public/DemoTE.htm

Marco Panto' - Associazione Linuxshell
http://www.linuxshell.it/

Massimo Cuomo - GAOS (Gruppo di Acquisto e di Offerta Solidale)
Progetto Democrazia a Bolle
http://www.gaos.it/dab/

CSOA Auro e Marco (Lab 00128)

Alcuni fili conduttori comuni hannno attraversato i diversi contributi e attraversano nondimeno le pratiche effettivamente messe in campo dai diversi soggetti.

Innanzitutto la centralita' del software libero, come strumento di attivazione di circuiti virtuosi di condivisione della conoscenza e dei saperi in essa formalizzati, creazione di comunita', appropriazione, miglioramento e adattamento della tecnologia, riconoscimento di nuovi bisogni, innovazione sociale oltre che tecnologica. Nel sostegno al software libero giocano certo un ruolo importante aspetti etici e politici: il software libero incarna l’opposizione alla privatizzazione dei saperi diffusi e alla detenzione di monopoli sugli alfabeti della conoscenza e rappresenta per molti, al di la' delle sue connotazioni strettamente tecniche, un possibile modello economico alternativo, fondato su cooperazione, condivisione e creazione di valore “dal basso”, e soprattutto un potente catalizzatore di immaginario sociale, una prima realizzazione concreta nell’orizzonte di altri mondi possibili. D’altra parte, e in modo complementare, se ne evidenziano anche aspetti piu' pragmatici, rilevanti proprio nell’ottica della diffusione – critica – delle nuove tecnologie. Dal "permesso di copia" con cui e' rilasciato, che ne consente una massiva diffusione gratuita e "legale", alla trasparenza del codice, che ne permette l’ispezione a scopi di studio, curiosita' e garanzia personale e collettiva, il miglioramento esponenziale e l’adattamento alle specifiche esigenze di singoli o comunita'. Le caratteristiche del software libero lo rendono strumento duttile, assemblabile in infinite varianti, in grado quindi di ridare vita a computer "obsoleti" come di avviare attivita' economiche fondate sulla personalizzazione e di favorire un avvicinamento piu' consapevole all’informatica e ai suoi prodotti.

A seguire, l'importanza della formazione (o in alcuni casi di una preliminare alfabetizzazione) alle nuove – e vecchie – tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nel momento in cui la garanzia dell’accesso e della loro comprensione rappresentano vere e proprie nuove condizioni di una piena cittadinanza nel nuovo contesto sociale determinato dalla loro pervasivita'.

Poi, l'importanza della condivisione di pratiche e modalita' d'intervento. Le idee, trasformate in esempio, diventano infatti un forte impulso per sostenere la diffusione di un utilizzo critico delle nuove tecnologie e la loro appropriazione da parte di comunita' strutturate, in grado di inserirle nei loro progetti.

Inoltre, il valore dell'intervento tanto in ambito locale quanto in ambito internazionale, per stimolare una rinnovata percezione della cooperazione, intesa non tanto come aiuto a chi "se la passa peggio", ma come occasione per sperimentare nuove pratiche e conoscere contesti altri, con i quali progettare insieme e inventare percorsi di sviluppo innovativi e sostenibili.

Infine, trasversale a molti dei punti sottolineati sopra, l’esigenza, da piu' parti sottolineata piu' o meno esplicitamente, di un riconoscimento, anche economico, del "lavoro" individuale e collettivo che da' vita alle molteplici forme di cooperazione sociale volte a diffondere consapevolezza intorno alle tematiche e alle tecnologie di quella che con leggerezza e qualche eccessivo compiacimento viene definita "societa' dell’informazione", al di fuori e al di la' delle dinamiche di precarizzazione che coinvolgono tutti gli ambiti produttivi e con particolare veemenza il "lavoro creativo" dei settori della comunicazione e dell’informatica.